SPAZIO APERTO “NO INCENERITORE NO TAV”



Dal dicembre 2005 esiste a Trento uno spazio aperto “No inceneritore No Tav” il cui scopo è quello di impedire la costruzione dell’inceneritore di Ischia Podetti (alla periferia di Trento) e il progetto dell’Alta Velocità/Alta Capacità da Monaco a Verona (di cui fa parte il tunnel del Brennero), che devasterebbe intere vallate e provocherebbe, con i suoi 200 e più km di gallerie, un disastro idrogeologico annunciato... continua...

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PRESIDIO NO TAV NO REPRESSIONE

Sabato 4 febbraio dalle ore 16,00 alle ore 18,00
Presidio sotto il carcere di Spini di Gardolo (Trento)
In solidarietà con Juan rinchiuso in quella prigione e con tutti i NO TAV arrestati il 26 gennaio scorso.
Un piccolo segno per dire che la lotta va avanti e che la solidarietà è più forte della repressione.

L’appuntamento è dalle ore 15,00 in piazza Dante a Trento, poi si va a Spini in autobus assieme. Portate le bandiere NO TAV

Compagni di Trento e Rovereto

UN'INIZIATIVA DA CUI PRENDERE SPUNTO

Qui sotto l'indirizzo di un blog su cui vengono riportate alcune idee e iniziative a Milano in solidarietà con gli arrestati NO TAV:

notavliberi.noblogs.org

UN COMUNICATO DALLA VALSUSA

Esprimiamo la massima solidarietà e vicinanza a tutte le persone colpite dai provvedimenti della magistratura torinese e accusate di reati compiuti nel contesto della Maddalena di Chiomonte la scorsa estate. Riteniamo essere queste persone parte integrante del vasto movimento che si oppone alla realizzazione del TAV in val di Susa.
Ringraziamo tutti coloro che sono accorsi finora e ancora verranno in valle per dare il loro contributo al nostro fianco durante i momenti di lotta e convivialità.
Crediamo che operazioni come questa intendano indebolire e delegittimare il movimento presentandolo come violento e cattivo in alcune sue componenti.
Rispediamo al mittente queste accuse denunciando in questo caso come violenti e terroristi i promotori del TAV che in questi anni hanno tentato di imporre con violenza e terrore i devastanti cantieri sul nostro territorio.
Accusano principalmente persone venute da fuori valle, ma si rendono ridicoli di fronte al fatto che per occupare e presidiare per mesi l'area della Maddalena hanno dovuto far ricorso a centinaia di uomini delle forze dell'ordine venute da ogni parte d'Italia a sfregiare questa terra.
Inoltre i maggiori beneficiari dell'apertura dei cantieri sono grosse imprese, partiti politici e banchieri che nulla hanno a che fare con la val di Susa, mentre tutti quelli che negli anni sono arrivati da fuori per partecipare alle nostre iniziative hanno saputo apprezzare le bellezze di questa valle e delle persone che ci abitano rispettando modalità e indicazioni concordate.
Dichiariamo che continueremo a batterci senza sosta fino a che questo e altri futuri cantieri non vengano smantellati pensando che ciò sia anche il miglior modo per sostenere le persone oggetto di queste misure repressive.
Crediamo che questo ennesimo attacco dei poteri forti al movimento NO TAV possa dare un’ulteriore spinta a tutti coloro che hanno ormai scelto da che parte stare in questa lotta che non riguarda solo più la costruzione di una ferrovia, ma che è simbolo di contrapposizione tra onesti e furfanti, tra amanti della Terra e speculatori, tra vita e morte.

Coordinamento NO TAV Alta Valle Susa

Piena solidarietà a tutti i NO TAV arrestati e perquisiti

Poche parole.
"In quei boschi, dietro quelle barricate, davanti a quelle recinzioni c'eravamo tutti. Si parte e si torna insieme".
A Juan, arrestato a Rovereto, e a tutti gli altri va la nostra piena solidarietà.
Questo pesante e maldestro tentativo di dividere e spaventare il movimento NO TAV (e indirettamente tutti coloro che si ribellano ad un sistema sociale ingiusto e rovinoso) fallirà.
Prima o poi le recinzioni della Maddalena andranno giù.
Liberi tutti, liberi subito.

Rovereto, 26 gennaio 2012

Chiamparino a Rovereto e i NO TAV

Ieri, giovedì 3 novembre, a Rovereto, l'ex sindaco di Torino Sergio Chiamparino ha partecipato ad una serata pubblica organizzata dal PD locale. Il tema era lo "sviluppo sostenibile".
Non potevano mancare i NO TAV. Un nutrito gruppo proveniente da Lavis, Trento, Rovereto e Marco ha presidiato l'entrata della sala con striscioni e bandiere.
Di seguito il volantino distribuito.

Sostenibile per chi?

Sergio Chiamparino, invitato dal PD locale, è un accanito propagandista del TAV contro cui la popolazione valsusina lotta da più di vent’anni.
Lo “sviluppo sostenibile” di cui parla l’ex sindaco di Torino è presto descritto: infrastrutture gigantesche, opere inutili e devastanti progettate solo per riempire le tasche dei soliti imprenditori e dei loro portaborse politici.
Alle chiare, approfondite, minuziose ragioni dei NO TAV Chiamparino ha sempre risposto con slogan triti e vuoti (l’Europa, lo sviluppo, l’occasione imperdibile ecc.), fino a coprirsi di ridicolo quando volle metterla sul peso dei numeri: il giorno dopo una manifestazione NO TAV che aveva portato a Susa circa 50 mila persone, la manifestazione SÌ TAV da lui sponsorizzata a Torino aveva portato… ad un convegno alcune centinaia di uomini d’affari, politici, giornalisti e sindacalisti.
Le ragioni non tengono? Il movimento NO TAV è troppo forte?
Ecco allora la ricetta di Chiamparino e del PD: usare l’esercito. Dopo che il governo ha già mandato in Valsusa gli Alpini giunti dall’Afghanistan, ora la proposta (lanciata dai Democratici e ripresa dal clan di Berlusconi) è di rendere il fortino-cantiere del TAV “zona di interesse strategico nazionale”, cioè sito militare a tutti gli effetti, con l’arresto immediato per chi tenti di entrarvi. Dittatura? No, democrazia sostenibile.
A presentare il Chiamparino nazionale, il locale Alessandro Olivi, ex sindaco di Folgaria, assessore all’industria nonché pupillo di Marangoni. La sua idea di “sviluppo sostenibile” è ben visibile, per i curiosi, in Val delle Lanze: un impianto sciistico che nessuno usa ma che ha deturpato una valle bellissima.
Quanto al sindaco Miorandi, segnaliamo che il famoso convegno internazionale sui pro e i contro del TAV del Brennero da lui pubblicamente promesso un anno fa non ha mai visto la luce, mentre oggi arriva la propaganda pro TAV di Chiamparino, perché così vuole il Partito Degli industriali...

A pagare le Grandi Opere siamo tutti noi, ad arricchirsi i soliti noti. E per chi dissente l’esercito!
Fino a quando tutto ciò sarà ancora sostenibile?

Solidarietà alla popolazione valsusina in lotta

NO TAV né qui né altrove


NO TAV Rovereto

Grumi di verità nel regno della menzogna

L'articolo che segue, questurino nelle intenzioni, è interessante nel ragionamento. Il movimento NO TAV non si fa dettare le mosse da nessuno. Il terrore mediatico non attecchisce in Valle, come dimostra la grande partecipazione alla manifestazione del 23 ottobre, che ha visto la presenza anche di diversi roveretani e trentini.

Manifestazione pacifica dei «No Tav». È stata una Scelta e non un Caso

C'erano tutti, o quasi. Dopo un corteo pacifico, rilevare questa semplice circostanza sembra quasi una infrazione al Galateo, che in questi casi prevede grande dispiego di complimenti istituzionali, la lode ai manifestanti e via elogiando. Ma dire che alla partenza del temuto corteo No Tav di domenica c'erano molti protagonisti degli scontri dello scorso 3 luglio, c'erano molti zaini con maschera antigas e casco pronti per l'occasione può invece aiutare a capire. Non è successo niente, evviva. Ma sarebbe potuto succedere. In più di vent'anni, il movimento contro la Tav ha sempre dato l'impressione di essere in controllo. Ci sono manifestazioni dove gli organizzatori si rivelano incapaci di garantire per la sicurezza degli avventori. Il 15 ottobre di Roma ne è purtroppo un esempio. In Valsusa questo non può accadere, perché l'osmosi tra avanguardie bellicose e il resto dei militanti è manifesta, cementata da tante assemblee popolari. Domenica la protesta pacifica è stata una scelta di convenienza, non di convinzione. I No Tav, per fortuna, sono in grado di indirizzare le sorti di una manifestazione. Hanno questo potere e lo usano. Non esistono due piazze in Valsusa, ne esiste una sola. Se mai dovesse esserci un ritorno alla violenza, questo non dipenderà da fantomatici infiltrati, ma da una precisa scelta del movimento. I protagonisti delle battaglie nei boschi sono sempre stati invitati e accettati di buon grado. È gente che risponde alla chiamata e in questi mesi la Valsusa è consapevolmente diventata un magnete per un'area disponibile allo scontro durissimo. «Siamo tutti black bloc» gridavano le donne nel corteo. C'è del vero. Ma a poteri di un certo tipo corrispondono altrettante responsabilità. La protesta violenta o quella pacifica, in Valsusa, non sono mai un caso ma una scelta. Se dovessero esserci altre battaglie nei boschi, sarebbe sbagliato e ipocrita dare la colpa ai soliti uomini in nero. Certe volte, basta guardarsi intorno.

Marco Imarisio
(25 ottobre 2011) – “Corriere della Sera”

Ecco come vogliono fare il TAV: con l'esercito

La proposta, partita dai parlamentari del PD, rischia di diventare legge: rendere il cantiere-fortino della Maddalena, in Valsusa, "area di interesse strategico nazionale", cioè zona militare a tutti gli effetti. Per chi dovesse entrare, è previsto l'arresto da tre mesi a un anno.
E già stazionano, dietro le recinzioni, gli stessi Lince utilizzati in Afghanistan.
Il Nemico? La popolazione locale che da vent'anni si oppone a quest'opera inutile e devastante.
E che non ha nessuna intenzione di mollare.
Che cosa i partiti di governo e di opposizione intendano per democrazia non potrebbe essere più chiaro.

CONTINUA LA CRIMINALIZZAZIONE DEL MOVIMENTO NO TAV

In seguito alla manifestazione del 15 ottobre a Roma, si è scatenata una canea mediatica contro il movimento NO TAV, a cui hanno contribuito esponenti politici del PDL come del PD. Il motivo è semplice: la resistenza valsusina impensierisce i potenti. E questo non solo perché sta bloccando un'opera che porterebbe nelle loro tasche miliardi di euro, ma perché è un segnale di riscossa per tutti: fermare la devastazione è possibile. La solita solfa sui black bloc, i cattivi, i facinorosi, gli infiltrati non ci incanta. Con salari e pensioni da fame, con la quotidiana carneficina della dignità di milioni di persone, prima o poi la rabbia doveva esplodere, ed è esplosa. Noi non piangiamo per le banche danneggiate. Piangiamo tutti quellli che dalle banche vengono stritolati.
Si può essere più o meno d'accordo con certe pratiche di piazza, ma il gioco della criminalizzazione e della delazione è osceno.
Per lo stesso motivo, diciamo con chiarezza che la vera violenza pianificata e il vero terrorismo sono quelli degli Stati, degli eserciti, delle multinazionali.
Rispetto ai comunicati usciti sia in Valsusa sia in Trentino di presa di distanza da alcuni sabotaggi contro gli interessi del TAV, il discorso è lo stesso. Certe azioni possono essere condivise o meno. Si può ragionare sulla loro giustezza e sulla loro opportunità. Ma definirle terroristiche non è accettabile. "Terrorismo", se si consulta persino un dizionario, significa "uso indiscriminato della violenza per conquistare, consolidare o difendere il potere politico". Danneggiare macchinari o altro di chi impone certi progetti devastanti non è affatto una violenza "indiscriminata" (ammesso che sia "violenza"), e non c'entra con il potere. Non usiamo, per esprimere le nostre posizioni, le stesse parole di quest'ultimo. Allora soltanto si può discutere serenamente.

DIETRO QUELLE BARRICATE, IN QUEI BOSCHI, DAVANTI A QUELLE RECINZIONI C'ERAVAMO TUTTI. LIBERTA' PER I NO TAV ARRESTATI IN VALSUSA





Alla lotta in Valsusa, da anni e anche nell'ultimo mese, hanno partecipato diversi NO TAV di Rovereto e del Trentino.
Sappiamo quello che abbiamo visto e quello che abbiamo vissuto. I mass media falsificano e distorcono per imporre il TAV. I comitati NO TAV della Valsusa hanno risposto compatti alle menzogne politiche e giornalistiche: "I black bloc siamo noi".
Durante la Libera Repubblica della Maddalena (come è stato ribattezzato il presidio che per 37 giorni ha permesso di resistere e condividere una vita diversa), durante le grandi mobilitazioni per assediare il cantiere, fino ad arrivare alle iniziative degli ultimi giorni, abbiamo passato dei momenti indimenticabili. A chi si basa solo su quello che raccontano TV e giornali comunichiamo una certezza (una delle poche che abbiamo) che ci viene dalla testa e dal cuore: il TAV in Valsusa non passerà mai.
Dal 15 al 30 luglio si svolgerà un campeggio internazionale NO TAV proprio nei pressi del cantiere. Per maggiori informazioni, consultate i siti NO TAV.
Lo striscione che domenica 3 luglio accompagnava diversi trentini nel corteo da Exilles al cantiere diceva: "Trentino, Val Susa no i fara 'na busa!".
Ai feriri, ai picchiati, agli arrestati tutta la nostra solidarietà.
Marta, Sabbo, Roby e Gianluca liberi!

DIBATTITO SU TAV E VALSUSA. LA VERITA' SULLE VIOLENZE IN VALSUSA. VIDEO E TESTIMONIANZE DI CHI C'ERA

Le nuove linee ad Alta Velocità in costruzione e progettazione sul suolo italiano sono un grande esempio di ciò che sta accadendo a tutti i livelli in Italia: un’opera utile a una piccola fetta di lavoratori ultra pagati (manager e altri che possono permettersi di spendere 50 euro al giorno solo per arrivare al lavoro) sta smantellando i servizi ferroviari per i pendolari comuni e sta erodendo le casse dello Stato per servizi di base destinati a tutti i cittadini (si pensi che la costruzione del solo Tunnel del Fréjus, bloccato dalla protesta NO TAV in valle di Susa, costerebbe 1/3 della manovra finanziaria lacrime e sangue varata dal governo in queste settimane).

La popolazione di una valle intera sta riuscendo da 20 anni a impedire a tutti i cittadini italiani di pagare i debiti di questa opera per i prossimi trent’anni.
Anche noi, NO TAV di Rovereto, assieme a tanti NO TAV del Trentino, siamo andati in Val Susa ad aiutare i valligiani a difendere il loro territorio e il nostro futuro. Abbiamo partecipato ai cortei che in modo deciso e concordato fra tutti i partecipanti alla lotta hanno assediato la cittadella militare sorta grazie a un violento sgombero del presidio no tav. Leggendo i giornali dei giorni successivi alla manifestazione, abbiamo trovato una realtà totalmente diversa da quella vissuta in prima persona, per questo vogliamo raccontare direttamente cosa abbiamo visto, per rendere giustizia a una popolazione che si sta eroicamente battendo per la propria terra e che ha definito i ragazzi arrestati durante la manifestazione non “blac block” o “provocatori”, ma “propri figli” cui essere grati per aver difeso con loro la valle, e le tasche di tutti gli italiani.
La condanna assolutamente unilaterale della violenza in Val Susa è una vergognosa calunnia che vede giornali e politici affiancati nel tentativo di succhiare ancora soldi ai lavoratori per infilarli nelle tasche dei soliti noti (FIAT, IMPREGILO, CMC ecc…)

GIOVEDI' 14 LUGLIO, ORE 20,30
SALA FILARMONICA, CORSO ROSMINI
ROVERETO

organizza: 'NA SLINZA NO TAV (roveretonotav@gmail.com)

Resistere camminando. In difesa del nostro futuro

Il coordinamento trentino NO TAV organizza una camminata di tre giorni (27, 28 e 29 maggio) sulle montagne da Borgo Valsugana a Marco di Rovereto per discutere insieme di devastazione imminente e resistenze possibili. Saranno tre giorni di cammino e di discussione ma anche di convivialità e festa. Per alleggerire il più possibile i viandanti siamo organizzati in modo da trasportare con furgoni zaini, tende e sacchi a pelo da una tappa all'altra, ove ci ristoreremo con pietanze tipiche trentine e buon vino.

Per aderire è necessario prenotare (in modo da poter garantire i pasti) chiamando il numero 3491261578 tutti i giorni dalle 18.00 alle 22.00 o mandando una mail all'indirizzo resisterecamminando@gmail.com, indicando il numero dei partecipanti e il nome (onde evitare di contare più volte le stesse persone). Chiederemo un contributo spese intorno ai 15 euro.

coordinamento trentino NO TAV

(Cliccando sul titolo trovereto il programma dettagliato e alcune riflessioni sul senso di questa iniziativa)

SERATA INFORMATIVA SUL TAV A ROVERETO

'NA SLINZA NO TAV ROVERETO E' LIETA DI PRESENTARE L'INIZIATIVA DEL COORDINAMENTO TRENTINO NO TAV:

RESISTERE CAMMINANDO
IN DIFESA DEL NOSTR FUTURO

Camminare è oggi un atto di coraggio... Serve a noi, serve a non arrendersi, serve a dare un segno, serve a coltivare un seme di libertà.

Coordinamento trentino NO TAV

GIOVEDI' 5 MAGGIO, ORE 20,30
SALA DELLA FILARMONICA,
C. SO ROSMINI, ROVERETO

SERATA INFORMTIVA

INTERVERRANNO:

Claudio Campedelli
“Opporsi al TAV a partire dagli argomenti dei promotori: disamina, dati alla mano, della propaganda pro-TAV”

Lothar Gamber

“Il TAV visto da Nord: il progetto in Austria e Germania”
con resoconto dell'ultimo incontro con i promotori tenutosi a Innsbruck il 19 aprile 2011

Stefano Mayr

“Resistere camminando: presentazione di tre giorni di cammino, discussione e convivialità”

'NA SLINZA NO TAV Rovereto
“Proposta per un comitato NO TAV cittadino”

Per info e contatti:
roveretonotav@gmail.com

Fermiamo il nucleare!

Un comunicato del movimento NO TAV della Valsusa

Nella notte tra domenica e lunedì era previsto il trasporto di scorie nucleari verso la Francia attraverso la Val di Susa. Alle 4.00 di lunedì un presidio di protesta presso la stazione di Condove Chiusa San Michele è stato violentemente caricato dall'ingente spiegamento delle forze dell'ordine. Alcuni feriti, 27 fermati (che saranno denunciati) e 2 arresti sono il risultato dell'operato della questura.
Il treno delle scorie era composto di due convogli di cui uno è tornato indietro.

Alcune decine di persone hanno messo in crisi l'imponente e costoso dispositivo organizzato per il trasporto di materiale radioattivo altamente pericoloso.

A quanto ci risulta il trasporto di scorie di ieri non è stato segnalato dalle autorità preposte alla popolazione, cosa che riteniamo gravissima. Chiediamo pertanto alle amministrazioni di farsi carico di verificare il motivo per cui non sono state attuate tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza degli abitanti dei territori coinvolti al passaggio delle scorie.

La scelta energetica non è una partita di scacchi ma una cosa molto seria. Oggi, a 40anni dal reattore sperimentale di Saluggia, ne paghiamo le conseguenze. Pericolosità dei trasporti per il riprocessamento delle scorie e costi incredibili sulle bollette dell'energia elettrica.

Come movimento No Tav da sempre seguiamo con attenzione la questione nucleare.
Pensiamo che il presidio di ieri sia stato importante e giusto per iniziare un nuovo percorso di lotta e informazione su questo tema.

Siamo vicini e solidali con le persone arrestate, denunciate e ferite.

Il movimento No TAV in assemblea al presidio Picapera, lunedì 7 febbraio 2011, ore 23

NOTA DAL TRENTINO
Al presidio ha partecipato anche qualcuno di Rovereto. Le scorie nucleari liquide trasportate da quel treno avevano una radioattività interna di gran lunga superiore a quella sprigionatasi a Chernobyl. Che simili potenziali bombe vengano fatte circolare all’insaputa delle popolazioni è già allucinante. Se poi pensiamo che si tratta ancora delle scorie nucleari prodotte dagli impianti degli anni Ottanta – che la pretesa onnipotenza tecnologica non sa affatto gestire –, le rassicurazioni legate al rilancio del nucleare in Italia risultano semplicemente criminali.
Il presidio di Chiusa-Condove è stato un piccolo ma importante segnale verso l’opposizione al fuoco atomico e al sistema che lo vuole. Sembra che il "treno dell'inferno", nonostante la militarizzazione della linea ferroviaria, abbia avuto più di tre ore di ritardo per via delle varie proteste. Solidarietà ai denuncati e ai feriti. Un abbraccio a Guido e Arturo, i due arrestati, amici e compagni di lunga data, sempre in prima fila nelle lotte contro tutte le nocività. Liberi subito!

Il TAV, l'acqua di Cuneo e il sindaco di Rovereto

Venerdì 28 gennaio, a Marco, si è svolta una serata informativa sul TAV Verona-Monaco organizzata dal locale comitato No TAV. All’incontro – a cui hanno partecipato circa duecento persone – erano presenti, oltre ai NO TAV, il presidente della Circoscrizione, il vicepresidente della Comunità di valle e il sindaco di Rovereto. La relazione fatta dal comitato di Marco ha spiegato ancora una volta quali sarebbero le conseguenze dell’opera sul Trentino e in particolare sulla bassa Vallagarina. Campedelli del comitato di Bolzano e l’autriaco Gamper hanno dimostrato con dovizia di dati e di ragionamenti che il progetto del TAV non è solo devastante ma anche inutile per trasferire il traffico da gomma a rotaia.
L’intervento forse più atteso da tanti dei presenti era quello del sindaco Miorandi. Il quale, partendo con un riferimento alla bottiglia d’acqua proveniente da Cuneo appoggiata sul tavolo dei relatori, sembrava voler far notare come sia idiota e funesto un sistema che fa circolare avanti e indietro le merci. Invece no. Nella perfetta lingua di legno della politica, ha parlato dieci minuti per non dire niente. Anzi, per dire che ancora (dopo sei anni di serate, manifestazioni, dossier, video ecc.!) non ci sono gli elementi per capire se quest’opera serve o no, e che è necessario un confronto con la Provincia di Trento, omettendo il fatto che quest’ultima è promotrice in proprio dell’opera.
Contrariamente a quanto ha scritto un giornalista, non erano affatto “gli ultrsa del no” a criticare apertamente il sindaco, bensì quasi tutta la sala. La replica del “primo cittadino” non è stata applaudita da nessuno (nemmeno dal suo amico di Cuneo citato in esordio del suo intervento).
Bella serata, a cui hanno portato il proprio contributo anche i NO TAV di Lavis e di Rovereto, rendendo concreto quel coordinamento NO TAV trentino che sta muovendo i suoi primi passi.
Grazie anche all’intervento del sindaco, tanti altri hanno capito che fermare il TAV tocca a noi.

Dal Doss Trent: NO TAV!








Nella mattina di sabato, giornata internazionale contro le grandi opere inutili, è comparso sul Doss Trent un grande striscione con la scritta NO TAV. Visibile assieme a quello messo tempo addietro dalla Provincia ("ABC, storicamente") per promuovere la galleria-museo poco lontana. Curiosa vicinanza. Storicamente NO TAV, NO TAV come abc di ogni discorso fatto dalle e sulle montagne... i lettori potranno inseguire da soli le molteplici corrispondenze.
Grazie ai generosi arrampicatori che hanno fissato sopra la roccia questo bel messaggio.

Sabato scorso, a Rovereto

Sabato 11 dicembre, durante la giornata europea contro le grandi opere inutili, si è svolta un’iniziativa anche a Rovereto, la prima del coordinamento NO TAV TRENTINO. Banchetti, mostra, striscioni, interventi, video, cibo e bevande hanno animato la presenza in strada per cinque ore. Hanno partecipato ad allestire e ad arricchire l’iniziativa bambini, giovani e anziani (di Lavis, Trento, Besenello, Rovereto e Marco). Buona la risposta dei numerosi passanti: chi beveva un vin brulè, chi scambiava due parole, chi prendeva materiale informativo. In un bel clima conviviale, durante gli interventi al microfono si sono ribadite le ragioni per fermare il TAV Verona-Monaco. “Noi ci siamo”, il messaggio del coordinamento.
Un’iniziativa, quella di sabato, anche per conoscersi nel fare le cose insieme.

SABATO 11 DICEMBRE, GIORNATA CONTRO IL TAV

Sabato 11 dicembre 2010, ci sarà una mobilitazione europea contro le grandi opere inutili, tra le quali i progetti ferroviari dell’Alta Velocità (TAV) a cui verrà riservata particolare attenzione.
Anche in Italia, si svolgeranno iniziative contro il Tav (dalla Val Susa a Firenze); anche in Trentino, in questo caso a Rovereto, donne, uomini e bambini renderanno visibile la propria ferma opposizione all’inutile, economicamente insostenibile e devastante progetto del TAV VERONA/MONACO.
Sarà la prima iniziativa del coordinamento nato tra gruppi e comitati NO TAV del Trentino.

Vi aspettiamo sabato 11/12/2010 a Rovereto, in Via Tartarotti (slargo della Roggia)
dalle ore 15,00 alle ore 20,00.

Troverete:
Banchetto informativo
Proiezione video
Interventi
Torte, zucchero filato, vin brulè e altro

E QUELLO CHE ANCHE VOI VORRETE CONDIVIDERE.

COORDINAMENTO NO-TAV TRENTINO
coordinamentonotavtrentino@gmail.com

E' nato il coordinamento NO TAV TRENTINO

Dopo alcuni anni di molteplici iniziative contro il TAV, diversi gruppi e persone hanno sentito l’esigenza di coordinare i loro sforzi e il loro impegno, nel rispetto della propria autonomia.
Per questo nasce il Coordinamento no-tav Trentino: per mettere in comune e organizzare intelligenze, saperi e iniziative di singoli o di gruppi contrari all’opera dell’Alta Velocità in Trentino, in qualsiasi forma venga proposta.
La volontà del coordinamento non è quella di rappresentare un movimento, ma di essere uno strumento utile per favorire un maggior radicamento sul proprio territorio, per la condivisione delle informazioni e per la maggior partecipazione sociale.
Fa parte del coordinamento chiunque desideri impegnarsi per fermare quest’opera, indipendentemente dall’appartenenza partitica, politica o religiosa. Proprio come elemento di ricchezza e per consentire la partecipazione di tutti, il coordinamento è uno spazio di confronto e d’iniziativa autonomo da partiti, sindacati e organismi istituzionali.
Le iniziative del Coordinamento (tutte: dal volantino al presidio all’articolo di stampa), sono quelle condivise da tutti i partecipanti; liberi, naturalmente, singoli o gruppi di promuovere le iniziative che preferiscono a nome proprio. Lo stesso vale per le forme organizzative interne che il coordinamento vorrà darsi.
Il coordinamento non è un cartello di sigle: la nostra convinzione è che solo attraverso la partecipazione reale (e non l’adesione formale) si possa difendere il nostro territorio da un futuro di devastazione.
E’ in gioco la salute, la libertà e la dignità di tutti: noi ci siamo e faremo la nostra parte per arrivare al raggiungimento dell’obiettivo.

COORDINAMENTO NO-TAV TRENTINO

coordinamentonotavtrentino@gmail.com

Novembre 2010

Solidarietà con la popolazione di Terzigno in lotta

A Terzigno, comune napoletano ai piedi del Vesuvio, politici e imprenditori vogliono costruire una seconda mega-discarica, proprio all'interno del parco nazionale.
La popolazione, che conosce direttamente cosa voglia dire vivere vicino a simili nocività, sta resistendo in tutti i modi a questo ennesimo attacco alla salute. Quello dei rifiuti è un gigantesco affare che vede indistricabilmente coinvolti politici, industriali e camorra. L'"emergenza rifiuti" viene coltivata ad arte da più di quindici anni per imporre inceneritori, mega-discariche e militarizzazione del territorio.
Il nostro cuore è con i ribelli di Terzigno che si trovano a fronteggiare le brutali cariche della polizia, di fronte a un governo che minaccia di inviare l'esercito. Un saluto al loro coraggio e alla loro determinazione.
Le lotte di Chiaiano e, soprattutto, di Pianura di due anni fa hanno rimesso in moto, oltre alla rabbia, una splendida intelligenza collettiva: dai bambini agli anziani, tutti ormai sanno erigere barricate e beffare la polizia in assetto antisommossa. In strada ci si conosce, si dialoga senza mediazioni, si sperimenta la forza della solidarietà. Durante le lotte, non si è più soli in città. Ed è questo che spaventa i vari ministri della Paura, che ci vorrebbero tutti isolati davanti alla televisione.
Venerdì 22 ottobre, a Bussoleno (Valsusa), alcune centinaia di NO TAV hanno espresso la loro solidarietà alla popolazione di Terzigno presidiando e poi occupando i binari della stazione ferroviaria.

Cronache, video e riflessioni su Terzigno (e non solo) si possono trovare su napoli.indymedia.org

Valsusa: quarantamila in strada contro il TAV

Sabato 9 ottobre, in Valsusa, si è svolta una manifestazione da Vaie a Sant'Ambrogio, zona indicata nel nuovo tracciato del TAV Torino-Lione. Annunciata abbastanza in fretta, come risposta immediata alle varie sparate della Provincia, la manifestazione ha portata in strada circa quarantamila persone, di tutte le età, trattori e mucche. Una fiumana. Molti non sono nemmeno riusciti a partire che la testa del corteo era già arrivata (6 km di percorso).
Cos'è che vogliono fare lì, il TAV?
Sarà dura. Come minimo.